La realtà è pura illusione, sebbene un’illusione molto persistente – Albert Einstein

La realtà non ha una natura oggettiva. Assomiglia piuttosto a un film soggettivo che ognuno proietta nella propria testa, un film che viene influenzato – senza che ce ne accorgiamo – dalle nostre storie di vita, sensibilità, aspirazioni, idee, pregiudizi e convinzioni personali. Due persone che osservano lo stesso evento vedono spesso film molto diversi, ognuno convinto che la sua sia la versione corretta.

Questa qualità soggettiva distorce la percezione della realtà, creando molti problemi in una società con milioni di persone che si confrontano di continuo su argomenti complessi. Produce un dibattito pubblico confuso e mediocre, e scambi di idee che degenerano spesso in risse verbali. Crea caos e smarrimento sia al livello del singolo che della società. Chiusi in compartimenti stagni con visioni distorte della realtà non riusciamo a sviluppare una coerente analisi collettiva del nostro presente, e non riusciamo di conseguenza a risolvere in modo efficace i problemi che ci affliggono. Come superare quest’impasse?

Il tessuto della realtà

Ci sono varie ipotesi riguardo alla natura dell’universo e della realtà che ne emerge. Da un lato quella materialista di un universo fatto di particelle solide e governato da leggi ben definite, un enorme palcoscenico sul quale ci muoviamo come attori in scena. Dall’alto quella dell’universo illusorio, una simulazione olografica analoga a quella della trilogia cinematografica di Matrix oppure il videogioco Minecraft. Quest’ultima, teorizzata per la prima volta nel 2003 da ricercatore MIT Nick Bostrum, ha un crescente numero di prove a suo sostegno ed è oggetto di notevole interesse da parte della comunità scientifica grazie alle molte scoperte fatte nel campo della meccanica quantistica. Si spazia quindi da un modello di realtà sostanziale che esiste “la fuori” e con la quale interagiamo tutti seguendo precise regole, alla realtà illusoria del modello olografico che viene proiettata “da dentro” verso l’esterno.

Indipendentemente dalla natura della realtà – riguardo al quale non sappiamo nulla di certo – possiamo comunque osservare alcune sue caratteristiche che si possono dire condivise, e studiare i processi attraverso i quali la ricostruiamo all’interno della nostra mente.  Questo ci permette di costruire un modello pratico di come funziona, fornendo un importante aiuto a capire meglio il mondo in cui viviamo.

Come costruiamo la realtà

Ci sono tre elementi principali che influenzano il modo in cui costruiamo il nostro film della realtà:

1) La mitologia condivisa

L’uomo, da sempre, racconta storie. Frutto dell’immaginazione umana, costituiscono i miti condivisi che abbiamo sempre usato per dare un senso alla vita e a quello che accade nel mondo.

Man a mano che aumentavano le dimensioni dei nostri gruppi sociali questi miti condivisi sono diventati via via più importanti nel definire la realtà.  Homo sapiens è in grado di organizzarsi in reti di cooperazione stabili fino a 150 persone – il numero di Dunbar – ed era questa la dimensione massima dei gruppi ancestrali di cacciatori-foraggiatori. L’avvento della rivoluzione agricola 10 mila anni fa ha portato a un’esplosione demografica e alla nascita di città e stati, nuove strutture rese possibili solo attraverso la cooperazione pacifica di milioni di persone. E’ stata l’invenzione di complesse mitologie condivise come ad esempio le leggi, l’individualismo, il Capitalismo, il progresso, la moneta e la Nazione a rendere possibile questa cooperazione su così vasta scala. Usiamo questi miti condivisi come fili per tessere le nostre realtà individuali e collettive.

2) Il linguaggio

La percezione della realtà ha origine nel fiume di informazioni che fluiscono dai nostri sensi al cervello. Sono le parole a mettere ordine, a catalogare e a dare un significato a questa esperienza sensoriale. Senza di loro saremmo alla deriva in un mare di segnali elettrici senza senso. Con le parole diamo significato alla nostra esperienza di vita, la decodifichiamo e riusciamo a creare una mappa della realtà con la quale orientarci. Sono indispensabili per trasmettere idee, per elaborarle e per renderle durevoli nel tempo. Le parole sono i mattoni con i quali edifichiamo la realtà.

2) Il cervello paleolitico

Il cervello umano è una struttura biologica paleolitica. Si è sviluppato sotto la spinta di un’unica priorità, quella di mantenerci vivi. Per il 95% della nostra storia evolutiva rimanere vivi significava scappare da predatori pericolosi, cercare cibo, adattarsi in fretta a diversi ambienti geografici e sopravvivere alle intemperie. Abbiamo un cervello perfettamente adattato alle sfide esistenziali del cacciatore-raccoglitore, ma il mondo di oggi è assai diverso e non c’è stato abbastanza tempo per un adattamento biologico a queste nuovo contesto evolutivo. Il software del cervello paleolitico – fatto di regole euristichepregiudizi cognitivi e del prevalere dell’emozione sulla ragione – è mal adattato alla realtà del mondo moderno, e questo crea notevoli problemi.
Infine, non c’era – e non c’è tutt’ora – alcuna spinta evolutiva a sviluppare cervelli capaci di vedere la realtà nel modo più obbiettivo possibile. C’è, anzi, un chiaro vantaggio evolutivo a creare modelli molto semplificati e malleabili della realtà che permettano ad orientarsi più rapidamente in un mondo altrimenti paralizzante per la sua complessità. Una visione più obbiettiva della realtà richiede quindi uno sforzo aggiuntivo perché non è il nostro comportamento predefinito.

Ci sono due passi importanti da fare per imparare a decodificare meglio la realtà. Il primo, capire a fondo la cognizione umana per rendersi conto di come influenza il modo in cui ricostruiamo la realtà. Il secondo, usare queste conoscenze per mettere a punto strategie pratiche capaci di compensare questi limiti cognitivi.

Capire meglio la cognizione umana

Pregiudizi cognitivi. I pregiudizi cognitivi sono le scorciatoie che il cervello usa per prendere decisioni più rapidamente. Semplificano il processo decisionale, ma lo fanno al costo di distorcere il nostro pensiero. Ci sono decine di questi pregiudizi (Wikipedia ne elenca 175), i più importanti dei quali il Pregiudizio di Conferma, Avversione alla Perdita, Effetto di Ancoraggio, Distorsione Retrospettiva e Pregiudizio del Mondo Giusto. E’ importante conoscerli e capire il modo in cui influenzano il nostro processo decisionale, adottando opportuni correttivi.
Per approfondire: Cognitive Bias Cheatsheet, You Are Not So Smart (podcast), The psychology of human misjudgment (video)

I limiti del libero arbitro. E’ stato scientificamente dimostrato che nel momento in cui prendiamo consapevolmente una decisione stiamo in realtà solo diventando coscienti di una decisione che il cervello ha già preso qualche istante prima. Attraverso la meditazione è facile rendersi conto che non abbiamo alcun controllo sui pensieri che, istante per istante, sgorgano dal subconscio nel conscio. Questi pensieri determinano in ogni istante lo stato neurologico del cervello, e di conseguenza le nostre decisioni. Pur non avendo un controllo volontario, istante per istante, dei nostri pensieri e delle nostre decisioni, abbiamo la possibilità di determinare liberamente il modo in cui reagiamo ad esse.
Per approfondire: Free Will (Sam Harris)

L’illusione della razionalità. I limiti del libero arbitrio evidenziano che il modo predefinito in cui prendiamo decisioni è quello di usare l’intuizione, giustificandole solo a posteriori con la razionalità. Si può osservare questo fenomeno all’opera quando, ad esempio, compriamo un telefonino completamente diverso da quello individuato attraverso minuziosi studi per trovare quello più adatto alle nostre esigenze. Al momento dell’acquisto prevale l’intuizione che ci fa comprare il telefonino che forse già settimane prima avevamo inconsciamente identificato come quello che volevamo. Essere consapevoli del fenomeno aiuta ad accorgerci quando stiamo deragliando, e permette di contrastare questa impostazione predefinita di prendere decisioni quando è importante scegliere razionalmente.
Per approfondire: Predictably Irrational (Dan Ariely)

Pensiero critico. Il pensiero critico è una tecnica di analisi e valutazione dell’evidenza empirica che serve a mitigare gli effetti della parzialità soggettiva e la propensione ad usare l’intuizione come strumento principale per prendere decisioni. La parte del cervello che controlla consciamente pensieri e azioni – la neocorteccia – è ancora acerba rispetto ai più antichi e ben sviluppati cervello rettiliano e sistema limbico, Sono quest’ultimi, caratterizzati da emozione, intuizione e automatismo, ad essere i canali predefiniti attraverso i quali prendiamo decisioni. Coltivando il pensiero critico si allena il cervello a ricorrere più spesso all’uso della neocorteccia e si sviluppa una maggior consapevolezza di quando siamo regredendo nel pensiero istintivo del cervello rettiliano.
Per approfondire: Il Mondo Infestato dai Demoni (Carl Sagan), Pensieri Lenti e Veloci (Khaneman), Asking the Right Questions (Keeley-Browne), The Art of Thinking Clearly (Rolf Dobelli),  5 Elements of Effective Thinking (Burger/Starbird), Everything is Obvious: Limits of Common Sense (Watts)

E’ facile ingannare se stessi. Lo scienziato Richard Feynman ha chiosato che “il principio più importante e quello di non illudere te stesso perché sei la persona più facile da ingannare“. La mente umana ha una straordinaria capacità di illudersi, negando l’evidenza quando è contraria alle nostre convinzioni personali e ai nostri obbiettivi. Come esempio, è molto lunga la lista di argomenti riguardo ai quali, come società, stiamo negando l’evidenza. E’ stato ipotizzato che la capacità di negare l’evidenza sia uno dei fattori che ha permesso a  Homo sapiens di diventare la specie dominante del pianeta. Questa particolarità della cognizione umana suggerisce di fare attenzione a non cadere nella trappola del pensiero rigido, valutando sempre con attenzione tutta l’evidenza riguardo a un determinato argomento ed evitando di scivolare nella trappola del pensiero magico.
Per approfondireDenial (Varki/Browler)

Convinzioni personali. La nostre convinzioni personali sono radicate nella mitologia condivisa e nel costrutto dell’Io, e influenzano in modo significativo la nostra visione del mondo. E’ scientificamente provato che queste convinzioni – che sono di natura astratta e illusoria – hanno un influenza diretta sulla nostra biologia, ed è quest’ultima l’antenna sensoriale attraverso la quale percepiamo la realtà.
Per approfondire: The Biology of Belief (Bruce Lipton)

Dissonanza cognitiva. Una persona entra in uno stato di dissonanza cognitiva quando i fatti che osserva contradicono la sua identità e percezione della realtà. Succede ad esempio quando un politico che riteniamo incapace di governare viene eletto a un’alta carica con voto plebiscitario. Oppure quando una persona che si ritiene onesta viene a trovarsi in una situazione di costrizione che la obbliga a mentire o fare una cosa disonesta. La dissonanza cognitiva va usato come uno strumento forense ed è importante per due motivi. Primo, perché quando la riconosciamo in noi stessi indica che stiamo usando modelli mentali del mondo poco efficaci che dobbiamo rivedere e/o aggiornare alla luce dei fatti nuovi. Secondo, perché quando la riconosciamo negli altri questa consapevolezza aiuta a regolarsi nella comunicazione. Chi si trova infatti in uno stato di dissonanza cognitiva non riesce a prendere seriamente in considerazione opinioni altrui, e questo fa ovviamente deragliare la conversazione se non si coglie per tempo.
Per approfondire: Come riconoscere la dissonanza cognitiva (Scott Adams)

Non possiamo essere obiettivi. Non siamo in grado di giudicare persone, eventi o circostanze in modo privo di pregiudizi o imparzialità. E’ un limite imposto dal funzionamento del cervello paleolitico. Alla luce di questo è importante tenere conto dei propri pregiudizi e fare le compensazioni necessarie per valutare in modo più obbiettivo, mantenendo una mente aperta capace di cambiare opinione in presenza di fatti nuovi.

Strategie per valutare la realtà in modo più efficace

A quali miti della civiltà credi? Le ideologie alle quali crediamo e i valori che ci guidano non sono reali o parte dell’ordine naturale. Sono invenzioni della mente umana. Col tempo queste storie – nelle quali siamo immersi dalla nascita – si radicano dentro di noi, determinando la nostra identità personale e il nostro modo d’essere. E’ importante ricordarsi che idee e convinzioni nascono da miti condivisi che non vanno confusi con verità assolute, cosa che aiuta a mantenere flessibilità e apertura mentale. Identifica i miti ai quali credi in modo da essere consapevole del loro effetto distorsivo sul tuo modo di pensare, e tienine conto.
Per approfondireSapiens (Yuval Harari), Maps of Meaning (Jordan Peterson)

Come sai quello che sai?. Costruiamo la realtà usando informazioni, quindi è importate controllare sempre la qualità delle fonti da cui provengono. Spesso usiamo informazioni acquisite anni fa da riviste o programmi televisivi di dubbia qualità, o che sono con noi dai tempi della scuola dell’obbligo. Magari ci fidiamo di fonti che col passare del tempo sono diventate inattendibili, ma che continuiamo ad usare per abitudine o pigrizia mentale.
Il modo migliore per creare una solida base informativa è usare un feed reader RSS (il migliore è Feedly) che ci mette al centro di una fitta rete di siti e giornalisti di provata autorevolezza. E’ come avere un quotidiano personalizzato che si può cambiare, ampliare, modificare e aggiornare in qualsiasi momento. Diversamente dai news feed dei social media che usano algoritmi per chiuderti in una bolla di filtraggio, con un reader RSS sei tu a decidere quello che vedi. Puoi anche includere contenuti da fonti controverse capaci di cogliere diverse sfaccettature degli eventi, cosa molto più difficile da fare con i social media. L’uso del reader RSS può essere integrato seguendo ottimi podcast come quello di Sam HarrisFreakonomics Radio, The Corbett ReportTim Ferris e Joe Rogan. Seguendo questi podcast col tempo verrai a conoscenza di molte altre fonti attendibili su svariati argomenti (i migliori tendono ad attirare i migliori). Fai una rotazione regolare sia dei podcast che dei feed per avere una maggiore esposizione a nuove idee e persone.

Focalizzati sui problemi rilevanti della nostra civiltà. Come società siamo esposti a numerose minacce esistenziali – primo tra tutti la distruzione nell’arco di qualche decennio del habitat che ci sostiene – ma vengono nascoste da uno tsunami di notizie su celebrità sportive, recensioni di telefonini, reportage di viaggio, cronaca rosa e battibecchi politici. I mass media ci privano delle informazioni che servono per costuire un quadro coerente dell’attuale momento storico e districarci tra gli enormi problemi che dobbiamo risolvere.
Le architravi della nostra civiltà sono ideologie come il sistema monetario, lo sviluppo sostenibile, la democrazia rappresentativa, l’Europa, la tecnocrazia, il neoliberismo e la globalizzazione il cui funzionamento reale non entra mai nel discorso pubblico, ne tantomeno i devastanti effetti che hanno sulla maggior parte dei cittadini. L’informazione di massa ci chiude in bolle confusionarie fatte di menzogne, verità taciute e depistaggi veri e propri.  Spegni la televisione, chiudi i giornali, staccati dai social media e prendi tutto il tempo necessario per capire a fondo come funzionano questi pilastri della nostra civiltà e avere una visione più limpida della realtà in cui viviamo. I siti riportarti sotto sono un’ottimo punto di partenza.
Per approfondire: Existential Risks (Nick Bostrom), On Bullshit (Harry Frankfurt), The Corbett Report, Peak Prosperity, The Automatic Earth, ClubOrlov, EnergySkeptic, Edge

Fai molta attenzione alle parole. Sono i mattoni che usiamo per pensare, per comunicare idee e per costruire la nostra realtà. Le parole vanno scelte in modo ponderato e attento, sempre, anche per messaggi di posta elettronica, sms e post sui social media. Fai uno sforzo consapevole per evitare ambiguità, confusione o eccessiva carica emotiva.
Se mancano le parole viene a mancare l’impalcatura del pensiero e la propria ricostruzione della realtà sarà grossolana e distorta. Cerca di espandere il tuo vocabolario, non solo attraverso una lettura vorace ed onnivora ma anche imparando altre lingue che danno accesso a nuovi modi di esprimere pensieri. Ad esempio, l’inglese è la lingua della scienza e della tecnica, conoscerlo bene significa  avere accesso a una più profonda comprensione di queste aree del sapere che sono centrali nel definire la nostra realtà.
Risorse: DuoLingo

Impara i fondamentali della discussione. Lo scambio di idee è uno strumenti importante per modellare la realtà. Bisogna conoscere le regole che rendono possibile un dibattito proficuo, oltre alle trappole da evitare. E’ importante coltivare l’arte della conversazione in modo da poter avere scambi di idee con chiunque e ampliare il bacino di idee dalla quale poter attingere. Per approfondire: Fallacie Logiche, Manuale per una Sana Conversazione (Il Post), How to Talk to Anyone (Lowndes), How to Speak, How to Listen (Adler)

Impara a meditare. Attraverso la meditazione è possibile capire in profondità la cognizione umana e quanto l’ego influenza la nostra lettura della realtà. Permette di comprendere la natura illusoria del libero arbitrio, delle idee e dell’immagine che si ha di se stessi, e di come – istante per istante – non abbiamo alcun controllo sui nostri pensieri. Fornisce indicazioni indispensabili per comprendere la vera natura della condizione umana, una preziosa chiave di volta per vedere la realtà in modo più limpido.
Risorse sulla meditazioneHeadspace, Introduzione alla meditazione di Sam HarrisMeditazione Viassana

Coltiva la compassione. La nostra comprensione della realtà passa in larga misura attraverso la valutazione di azioni e pensieri altrui. La condizione umana è caotica e le vite degli altri sono influenzate da condizioni di cui spesso non sappiamo nulla. Capita che le persone agiscano o esprimano pensieri che ci sembrano incomprensibili, e questo introduce dei pregiudizi che possono distorcere la nostra visione della realtà. Coltivare la compassione aiuta a ricordarsi  che ognuno di noi si comporta, istante per istante, nell’unico modo possibile e c’è scarsissima possibilità di controllare questo comportamento nel momento. Aiuta a limitare chiusure mentali, stati emotivi alterati e pregiudizi, permettendo di valutare con maggiore chiarezza azioni e pensieri di chi ci sta intorno.

Impara statistica e calcolo di probabilità. Molte informazioni utili per comprendere la realtà sono accessibili solo con una buona conoscenza di statistica e calcolo di probabilità. Sono indispensabili per orientarsi nella selva di tabelle, sondaggi, relazioni tecniche e ricerche scientifiche necessarie per comprendere i problemi d’oggi. Conoscere bene la statistica – e sopratutto i modi in cui può trarre in inganno – permette di pensare in modo più efficace e avere una visione più chiara della realtà. E in un mondo come il nostro fatto di caos e poche certezze è indispensabile saper valutare correttamente le probabilità degli eventi.
Per approfondire: Introduzione alla Statistica (corso online gratuito Udacity) , Corsi sul calcolo della Probabilità (Coursera), How to Lie with Statistics (Darrell Huff), Il Cigno Nero (Nassim Nicholas Taleb)

Conosci bene la funzione esponenziale?. Il professore di fisica Al Bartlett ha notoriamente chiosato che il più grande difetto della razza umana è la sua incapacità di comprendere la funzione esponenziale. Il cervello paleolitico si è evoluto in modo tale da valutare in modo lineare il legame tra un cambiamento e gli effetti che produce. Ci aspettiamo che nel futuro immediato le cose procedano più o meno come hanno fatto nel passato recente. Oppure che un piccolo aumento dei gas serra faccia aumentare in modo altrettanto piccolo la temperatura globale media. Questa modello non funziona più in un mondo dove agiscono fenomeni importanti che seguono leggi esponenziali – come ad esempio aumento della popolazione, miglioramento dell’intelligenza artificiale, tassi di interesse finanziari composti, energia richiesta per mantenere tassi di crescita costanti – e che producono cambiamenti non-lineari. I limiti dal cervello ci impediscono di cogliere intuitivamente gli effetti di questi cambiamenti, portandoci a sottostimare i pericoli e vedere la realtà in modo distorto. La padronanza della funzione esponenziale è uno passaggio indispensabile per cogliere importanti verità contro intuitive tipiche di realtà complessa come la nostra.
Per approfondire: The Essential Exponential (Al Barrett)Esempi di crescita esponenziale

Capisci i sistemi complessi? Viviamo all’interno a due sistemi complessi – la biosfera e la civiltà industriale – che sono centrali nel definire la nostra realtà. La sopravvivenza della civiltà industriale dipende da numerosi sistemi fragili come reti elettriche, reti idriche, catene di spostamento globali delle merci, sistemi finanziari, filiere di produzione alimentare e reti informatiche. Tutti questi sistemi hanno numerosi punti di rottura, cosa resa ancora più delicata dalla loro fitta interconnessione. La biosfera è a sua volta un complicato groviglio di ecosistemi, clima e strutture geologiche. La cieca fiducia nella tecnologia e nel mito del progresso ci nascondono il fatto che questi sistemi possono facilmente diventare instabili con conseguenze disastrose. Una comprensione migliore della realtà  in cui operano sistemi complessi richiede una conoscenza delle condizioni necessarie per mantenerli stabili, ad esempio attraverso il modello della criticità auto-organizzata, e dei punti di leva sui quali intervenire per ottimizzare il funzionamento dei sistemi stessi.
Per approfondire: How Nature Works: the Science of Self-Organized Criticality (Per Bak), Leverage Points: Places to Intervene in a System (Donella Meadows).

Ti rendi conto della fragilità dell’essere civili? Il comportamento civile di Homo sapiens è una patina molto fragile applicata a quello che è, nella sostanza, un animale. E’ come la sottile crosta che copre una colata di lava, ci vuole poco per incrinarla sprigionando le forze primordiali sottostanti o sprofondare nell’abisso. Nella società moderna la maggioranza delle persone vede soddisfatti i suoi bisogni primari, un unicum nella storia umana che per millenni è stata una cruenta battaglia per la sopravvivenza. Questo ci evita di essere in balia del cervello rettiliano, lasciando spazio al pensiero ragionato e alle azioni ponderate della neocorteccia. Ci vuole però molto poco per regredire nell’impulsività e nei comportamenti animaleschi quando – per qualsiasi imprevisto della vita – ci troviamo in condizioni di costrizione. Il famoso esperimento carcerario di Stanford dimostra siamo tutti suscettibili a questi regressi. Una contezza della fragilità del nostro essere civili, e da quanto siano instabili le condizioni ambientali/sociali che lo rendono possibile, è centrale per capire la nostra realtà.
Per approfondire: Maps of Meaning (Jordan Peterson, disponibile anche in forma di seminario su YouTube)

Risorse

Libri

  1. Dean Buonomano – Brain Bugs
  2. Yuval Harari – Sapiens
  3. Carl Sagan – Il Mondo Infestato dai Demoni
  4. Daniel Kahneman – Pensieri Lenti e Veloci
  5. Rolf Dobelli – The Art of Thinking Clearly
  6. Burger/Starbird – 5 Elements of Effective Thinking
  7. Watts – Everything is Obvious: Limits of Common Sense
  8. Varki/Browler – Denial
  9. Dan Ariely – Predictably Irrational
  10. David McRaney – You are not so Smart
  11. Keeley/Browne – Asking the Right Questions
  12. Al Barrett – The Essential Exponential
  13. Jordan Peterson – Maps of Meaning
  14. Harry Frankfurt – On Bullshit
  15. Leil Lowndes – How to Talk to Anyone
  16. Mortimer Adler – How to Speak, How to Listen

Siti web e video

  1. Charlie Munger – The psychology of human misjudgment (video)
  2. Il Post – Fallacie Logiche, Manuale per una Sana Conversazione
  3. The Corbett Report
  4. The Automatic Earth
  5. Peak Prosperity
  6. ClubOrlov
  7. EnergySkeptic